Oggi a Genova 

Crematorio di Staglieno, il Difensore civico chiede un’indagine sanitaria preventiva

Il Comitato Cittadini Banchelle: «Non si può aprire un impianto senza prima valutarne i rischi per la salute»

Cresce il dibattito attorno al secondo impianto di cremazione previsto al Cimitero Monumentale di Staglieno. Il Difensore Civico della Regione Liguria, Francesco Cozzi, è intervenuto ufficialmente chiedendo al Comune di Genova di applicare il principio di precauzione: prima dell’avvio del nuovo forno crematorio deve essere svolta un’indagine di impatto sanitario sulla popolazione.

Nella comunicazione inviata alla sindaca Silvia Salis, all’assessore all’Ambiente Pericu e all’assessore ai Servizi Civici Robotti, con copia al Comitato Cittadini Banchelle e al presidente del Municipio IV Media Valbisagno, il Garante ha ribadito che il tema delle emissioni inquinanti dei crematori è stato a lungo sottovalutato, pur avendo implicazioni rilevanti per la salute e l’ambiente.

Secondo il Difensore Civico, il Piano Regionale di Coordinamento presenta gravi criticità: i tempi di emanazione non sono stati rispettati, gli impianti già presenti in Liguria risultano sufficienti e quello attualmente in funzione a Staglieno copre ampiamente il fabbisogno. Inoltre, anche le tecnologie più moderne non eliminano del tutto la dispersione di sostanze nocive nell’aria.

Per questo Cozzi ha chiesto che, prima dell’apertura, venga realizzata una valutazione indipendente e scientificamente rigorosa, con pubblicazione trasparente dei risultati. “La salute pubblica non può essere subordinata a interessi economici o a logiche di sviluppo non sostenibile” sottolinea il Comitato Cittadini Banchelle, che accoglie con favore l’intervento del Garante e ribadisce la richiesta di sospendere l’attivazione del nuovo impianto fino al completamento dell’indagine.


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